VILLA MAGNI: SAN TERENZO BOHEMIENNE
Una dimora romantica sul mare, bianca di calce con un grande porticato ad archi sul fronte, una volta, prima della realizzazione della strada e della passeggiata a mare di San Terenzo, appoggiato direttamente sull'arenile e utilizzato come ricovero per le barche e le loro attrezzature.
Villa Magni, sorta nel XVI secolo come monastero dei padri Barnabiti, passò alcuni decenni dopo a privati che la trasformarono in casa di villeggiatura; furono suoi proprietari le famiglie De Rocca, i Magni di Sarzana da cui prese il nome, gli Ollandini, gli stessi che fecero costruire anche Villa Marigola unendo in un'unica proprietà le due dimore con le relative tenute.
La villa divenne dimora e rifugio creativo dall' Aprile al Settembre del 1822 dei poeti e coniugi Percy e Mary Shelley, del loro figlio Florence, di Claire Clairmont, sorellastra di Mary e di tutti i loro numerosi amici.
La "nuova comunità" trascorse nel piccolo borgo di San Terenzo, giornate intere dedite alla poesia e alla letteratura, alternate da gite in barca e passeggiate.
Ogni artista presente era totalmente estraneo ad ogni regola o convenzione sociale e, capirete bene, trovandosi all' interno di un contesto , quello santerenzino, così chiuso e non certo abituato ne tantomeno tollerante alle abitudini e agli accessi libertini dei nuovi arrivati, le genti del posto non li videro certo di buon occhio.
In quello che era diventato per quei 6 mesi la loro "boheme" veniva dato sfogo a rapporti di libero amore, talvolta incestuosi come quello di Percy con la cognata, talvolta orgiastici, sempre del poeta con la moglie, la cognata e l amica Jane; veniva inoltre esercitata da tutti, bambini compresi, la pratica del nudismo sia all' interno che all' esterno della casa e nella spiaggia adiacente, venivano consumate in modo massiccio e costante droghe come il laudano, così forte da procurare visioni, sogni , incubi.
Il loro modo di vivere era distante anni luce da quello sobrio, mesto, povero di significato, quasi noioso e abitudinario delle genti locali, i quali, increduli e spaesati non credettero ai loro occhi: impensabile fu per loro che un gruppo di persone senza legami famigliari vivessero tutti all' interno di un'unica dimora, nudi, senza mai lavorare sempre immersi nelle loro letture, senza mai cucinare e spesso dimenticandosi anche di mangiare, senza albe ne tramonti , fuori orario, fuori tempo, fuori luogo.
Era improbabile o quantomeno fuori dalla loro normalità il fatto che nella casa non vi fossero mobili e i loro abitanti dormissero su pagliericci , che ci fosse un andirivieni continuo di gente e amici.
L' arrivo dell' amico piu famoso fu quello, il 13 giugno, di Lord George Byron, che irruppe con la sua barca nelle acque della baia sparando sei colpi di cannone per annunciarsi. Fu anche lui ospite degli Shelley a villa Magni, ed in quella occasione, grande nuotatore quale era al contrario di Shelley, effettuò la sua traversata a nuoto da Porto Venere a San Terenzo che si ricorda e fa ancora oggi.
Purtroppo questa villeggiatura, o meglio questa storia, ha un epilogo triste come testimonia l epigrafe nel portico della villa.
Percy Shelley morì a seguito di un naufragio mentre si stava recando a Livorno con la sua barca, che portava il nome di Ariel , per incontrare lo stesso Byron e l'altro amico Hurt, con i quali avrebbe dovuto iniziare a pubblicare il suo nuovo giornale rivoluzionario.
Mary attese a villa Magni il ritorno del marito per giorni e giorni : le riportarono soltanto il cuore dell' amato che racchiuse in un cofanetto e portò via con se a metà Settembre.
Concludendo, se da un lato gli eccessi dei poeti hanno fatto gridare allo scandalo da parte dei poveri paesani è vero anche che San Terenzo ed in generale Lerici e tutto il Golfo dei Poeti devono molto agli stessi : numerosi furono i letterati in seguito attratti dal mito di Pearce e Mary Shelley e altrettanto numerosi furono quelli che vennero in visita in questi luoghi : da D.H. Lawrence, a Virginina Woolf, a Gabriele D'Annunzio a Henry James. E con loro tutt'oggi migliaia di altri visitatori, turisti , persone di cultura.
L arte è grande quando spezza le consuetudini , quando guarda al mondo apertamente, quando va oltre i confini di un piccolo borgo e della propria ridotta mentalità.


